Le 1000 e una scuse per saltare l’allenamento settimanale!

by Riccardo Nobili

1) corro per tenermi in forma, non per fare ristori pantagruelici all’arrivo. E non ho la forza morale di Francone di andare a casa senza mangiare alla fine
2) corro per tenermi in forma, non per fare ristori pantagruelici all’arrivo. E non ho il metabolismo di Faz che mangia come un porco e rimane magro come un chiodo
3) non mi piace la birra, davvero, non mi piace
4) non sopporto le storie di Serra, non vorrei che mi raccontasse 10000 volte dell’appartamento di Jessica Rizzo
5) non mi interessa sapere che burrone in inglese si dice big butter
6) non voglio sapere da Luciano come si apre una bottiglia di birra con una lattina di birra.
7) non voglio trovarmi ad insultare quei cavalli di 20 anni che vanno in fuga ai 4:40 e poi bisogna richiamarli in chat perche’ sono sul sentiero sbagliato
8) finche’ non torna Gigi non ci sono.
9) col freddo e il buio mi viene lo squaraus
10) e le zecche? come faccio a non dire alle coppiette al parco del Pellegrino che stanno limonando in mezzo alle zecche?
11) non mi piace quello con la canottiera di Pruzzo, che faceva il pompiere. Sta sempre sorridente in fondo al gruppo, ma si vede che potrebbe star davanti. Mi fa paura.
12) quel Pietro non puo’ andare cosi’ forte con quel girovita. Sospetto sia un alieno. Delle volte si presenta con due sosia tra l’altro.
13) non vado perche’ se becchi la sera in cui Cesare non sente il caldo e ha voglia di sperimentare nuovi sentieri si finisce in culo al mondo. E’ un rischio che non posso prendermi
14) c’e’ quel tipo antipatico, arrogante. Magarotto mi pare si chiami. Insulta tutti. e quel tipo che porta il brodo caldo in inverno? Tiberio, non e’ a posto.
15) c’e’ quel vecchietto super elegante, Claudio, adesso va pure forte in salita. Conosce tutti i versi degli uccelli, i migliori ristoranti. E’ uno sport per giovani questo, dai.
16) rischi di incontrare Frignani e ti racconta la sua vita e anche la tua. Non e’ una scusa accettabile?
17) c’e’ gente che smadonna e sono osservante.
18) e se viene Faustino col suo salame ?
19) se viene Gheduzzi ho l’impressione di aver sbagliato sport
20) non ci vado perche’ ci sono delle donne, tante e tutte belle. E poi la donna che fa trail a un non so che. E poi sono pure simpatiche, non se la tirano se vanno piu’ veloce di te, non si scandalizzano se fai la pipi contro un albero. Tornano anche. Non e’ sport.

ah e poi ci sono gli americani di Chicago, gli inglesi di Bristol, quelli che viaggiano nel mondo e arrivano dritti dall’aereoporto, dottoresse di rianimazione, anestesiste, collezionisti di scarpe da trail. E poi c’e’ Baldo, e dici niente.
E il dott. Balassone, e Alby e Jacopo che ti abbracciano, e Brogiotti che arriva sempre tardi. E Stevani, e Cavicchi, e Mimmo, e Dimitri, e Leo, e Francesco, e Jack e l’Alinda, e Kappa, e la Fotia Loren, e Massimo, e Mineo, e Mirko, e Claudio, e Becks, e Alessandro, e Gastone, e Ciro e la Paola, la Valeria, la Licia, la Patty, la Milli, la Simo, anzi le Simo, la Sabry, Piccio, la Carlotta, Skara e Tony il calabro, Piergiorgio, Lorenzo, Filippo, l’Erica, la Manu, Marilu’, la Paola, l’Alessia, la Sissy, Fabrizio, Lorenzo,la Benny anzi le Benny, Damiano, la Sara e quelli di cui non so il nome o che non ricordo in questo momento.
E la birra, tanta birra. Meglio stare a casa.
E comunque il maestro delle scuse e’ Diego, quello che fa il ristoro in garage quando siamo alla Spippola. Si’, proprio quello.

Basi per una corretta idratazione durante Ultra-Trail e Ultra-Maratone

by Mimmoz

Clicca qui per scaricare l’articolo:

La corretta idratazione durante un esercizio prolungato quale può essere un ultra trail è fondamentale, le problematiche di scarsa idratazione potrebbero manifestarsi sotto forma di un drastico calo di performance, al contrario una eccessiva idratazione potrebbe rappresentare un grave rischio per la salute. Vediamo quindi i principi che possono guidarci per mantenere un corretto livello di idratazione.

Bere quando si ha sete

Il meccanismo della sete è perfetto per proteggere il corpo dai rischi di disidratazione come anche dall’eccessiva idratazione. Spesso l’efficacia di questo meccanismo è messa in discussione, nell’articolo scientifico citato ci sono evidenze che confermano la capacità del meccanismo della sete. Tutto è molto semplice: “Ascolta il tuo corpo e ti dirà quando bere”.

Bere a intervalli programmati può essere pericolo

Molto spesso viene consigliato di bere a intervalli regolari. Un protocollo spesso consigliato è: misurare il peso del corpo prima e dopo un allenamento, quindi valutare la perdita di peso e impiegare in gara una strategia di rifornimento di liquidi basato sulla perdita calcolata. Questa strategia è sbagliata, può condurre facilmente al fenomeno di eccessiva idratazione, ma anche a problematiche gastrointestinali dovute all’eccesso di liquidi ingeriti.

L’integrazione di sodio generalmente non è necessaria

L’apporto di sodio contenuto negli alimenti consumati durante la gara attiva il meccanismo della sete e può essere di aiuto per evitare l’eccessiva perdita di liquidi. È stato dimostrato che l’integrazione di sodio per eventi entro le 30 ore anche in condizioni di caldo non è necessaria. La quantità di sodio presente negli spuntini consumati è adeguata a rimpiazzare il sodio perso durante l’esercizio, quindi è sconsigliato assumere sodio o integratori a base di sodio.

La disidratazione o la perdita di elettroliti non causano i crampi

Una grande quantità di evidenze sperimentali suggeriscono che i crampi sono un fenomeno dovuto a cambiamenti neurologici piuttosto che a disidratazione o carenza di elettroliti, tecnicamente stiamo sottoponendo i nostri muscoli a un livello di fatica esagerato rispetto alla nostra capacità di tolleranza raggiunta attraverso l’allenamento. Quando si verificano i crampi può essere utile fare una breve pausa con esercizi di allungamento e ridurre l’intensità di corsa, questo dovrebbe essere sufficiente a controllare i crampi.

Il sito web ITRA ospita una raccolta di documenti relativi alla salute del trail runner, questo breve riassunto è un focus sul primo argomento presentato che è appunto l’idratazione. Alcune sezioni le ho tralasciate per alleggerire il documento. Chi desidera approfondire può leggere il documento integrale in lingua inglese al link http://itra.run/documents/Politique_de_sante/The-Basics-of- Proper-Hydration.pdf

Ho consultato anche altri documenti sull’argomento alla ricerca di conferme, purtroppo come accade in molti casi ci sono pareri spesso discordanti rispetto alle corrette pratiche di idratazione.

Per concludere quello che mi sento di consigliare è di approfondire la conoscenza del nostro corpo, capire cosa funziona e cosa dobbiamo evitare e gli allenamenti lunghi collettivi del BTT sono il momento perfetto.

Le scarpe per allenarsi con il BTT

di Alberto Berardi

Le festività sono lontane e il segmento dallatavolaaldivano su cui avete segnato il primo personale del 2020 ormai è un lontano ricordo. A metà gennaio avete scalato fior di classifiche nel quartiere e siete anche nei primi 50 del trattodallusciodicasaalparcosottocasa. Ora febbraio è alle porte ed è il momento per lo step successivo, dalla strada al fuori strada. l’avete detto già a dicembre che venivate al primo allenamento serale del BTT, poi mille scuse: mi fa male il ginocchio, fa troppo freddo, ho i parenti in casa, ho ricominciato col lavoro, ma soprattutto:

Non ho le scarpe adatte.

A togliere di mezzo almeno l’ultima scusa ci pensiamo noi qua.

Ecco quindi a voi cari lettori una rassegna invernale a fine saldi per permettervi di confrontare tra loro alcuni modelli di scarpe perfette per gli allenamenti BTT, le cosidette ATR, conosciute anche secondo la descrittiva locuzione “from door to trail”. Partiamo da queste perchè sono la tipologia verso la quale affidarsi ad occhi chiusi il martedì e il giovedì sera, quando per non saper ne leggere ne scrivere qualunque sia il giro che si farà più o meno ci si aspetta i seguenti elementi ricorrenti: distanza tra i 10k e i 15k, meno di 1k di dislivello, un paio di ore più le pause di durata e soprattutto una certa percentuale di asfalto o ciottolato a sporcare la purezza dello sterrato.

Ne consegue che tutte queste che troverete qui sotto condividono a vario grado tre caratteristiche fondamentali: sono comode, sono a loro agio sia sull’asfalto che sull’off road e sono tra le scarpe da trail più leggere e “facili” dei rispettivi marchi 

  • Hoka One One Challenger ATR 5, una scarpa che nasce dal modello da strada più conosciuto di Hoka, la Clifton, ma che dalla versione 5 inizia a dotarsi di un’identità propria. 275 grammi, 5 mm di drop, tomaia precisa, che stringe in mezzo e allarga un pelino davanti, molto meno a tubo della versione precedente, intersuola che anche se è la solita EVA utilizzata da Hoka è diventata molto più ferma della versione 4. Un tipo di ammortizzazione che sta lì, assorbe il giusto, molto meno Hokosa di una Speedgoat o di una Mafate. Rilancia un pochettino ma senza strafare, tassellature che stanno a metà tra asfalto e trail. Affidabile, migliorata anche nella tenuta dell’incollaggio tra suola e intersuola. Per essere una tuttofare è una di quelle che blocca di più il piede, anche se le imbottiture non sono il suo forte e alla lunga col passare dei km è una tomaia che può stancare. 130 euro
  • Mizuno Wave Ibuki 2. Dichiaratamente una scarpa per chi inizia a uscire dai sentieri e dal prezzo contenuto (100 euro). Come sempre in casa Mizuno si predilige il comfort, a discapito di altri parametri: 325 grammi non sono pochissimi per una scarpa che ha ancora tanto dna stradale (anche il drop di 10mm conferma l’impostazione). Da fuori strada i rinforzi in punta, il wave è interno, ricoperto della schiuma in una ricetta di EVA che Mizuno chiama EL8. Battistrada dal design singolare, dove le linee che ti aspetteresti vuote sono piene, e i volumi dei tasselli sono cavi, quindi si ottiene una sorta di reticolato che lavora bene su sentieri battuti e asfalto, ma non sul tecnico. 
  • Nike Zoom Pegasus Trail. Se anche l’occhio vuole la sua parte, una delle più belle da guardare e anche da indossare secondo chi la usa, disponibile in mille colori come la più famosa Pegasus da cui deriva, ma in chiave trail, non ha un antenato diretto nel senso di una versione che la precede. E’ leggera quasi come la sorella da strada (pegasus 36) con i suoi 290 grammi, più conservativo il drop (10). Intersuola in cushlon con due cuscinetti zoom air nascosti all’interno e battistrada con una tassellatura sufficiente ma una mescola poco sticky sul fango e sul bagnato. La cugina da gara, Zoom Terra Kiger 5, aveva una parte centrale dedicata al bagnato, con mescola apposita, soluzione qui assente. Resta però una gran tomaia in mesh piatto, con rinforzi non sovrapposti ma fusi – caratteristica comune a tutta la linea 2019 di nike trail – e un contrafforte tallonare filante, tratto distintivo che ha fatto moda e che ritroveremo anche su Hoka Clfton 7 a metà 2020 e su qualche New Balance futura. 130 euro
  • Salomon Sense Flow. Qua rischiamo con una novità assoluta, appena uscita, che unisce la gamma trail di Salomon alla gamma da strada. L’hanno provata in pochi, ma già si può inquadrare come una versione più entry level (110 euro), tenera e confortevole della Sense Ride. Molto leggera (257 gr), drop 8 che favorisce chi ha voglia di lavorare maggiormente con avampiede e polpaccio. Tomaia sensifit con pochissime cuciture e nascoste alla vista. Intersuola in EVA EnergyCell, già conosciuta in molti modelli di Salomon, da Speedcross a XA pro, dà un’ammortizzazione “dura”. La tassellatura non è profonda e la mescola sottostante è una variante del Contagrip proprietario fatta per durare più che per dare grip assoluto (contagrip MD).
  • Salomon Sense Ride 3: come sopra ma tutto a un livello deluxe (anche il prezzo: 130 euro). Più grip, più stabilità, più ammortizzazione, più peso. La prima Ride era già un modello di riferimento come ATR, la Ride 2 ha migliorato la tomaia ma ha perso in robustezza, questa è tornata con una tomaia liscia ma resistente, ancora più piatta, con rete antidetriti tra linguetta e tomaia. Un rock plate (che loro qui chiamano Profeel film) protegge dalle rocce in zona avampiede. Nell’intersuola la novità è l’optivibe, un abbinamento di due schiume che riducono le vibrazioni nate dall’impatto col suolo – da cui deriva un certo tipo di stanchezza muscolare – una ammortizza, l’altra spinge in avanti. Il contagrip qui è di tipo performante (Contagrip MA). Nota a margine di entrambi i modelli Salomon, non calzano più stretti nell’avampiede come le generazioni precedenti, quindi piedi larghi fatevi sotto.
  • Brooks Divide: una neonata nuova nuova anche in casa Brooks; se prima il modello Caldera 3 poteva quasi fare le voci di una ATR ma per quanto polivalente a livello di distanze e tipologia di terreni difettava nella quantità di geni “asfaltati” ora la Caldera 4 ha virato verso la categoria trail polivalente (con 50 grammi in più della 3) e la novella Divide diventa l’ATR vera, nell’offerta Brooks. Tomaia in tessuto a metà strada tra knit e mesh, drop 8, peso 292 gr (le fatidiche 10 once che dividono le scarpe leggere da quelle pesanti). Rock plate nell’avampiede, gomma TrailTack aderente abbinata a una  tassellatura leggera per non compromettere troppo quando la superficie diventa facile. Soprattutto, il feeling della scarpa da strada mantenuto su una struttura protettiva. Anche qui nessuna sovrapposizione “cucita” tra tessuto della tomaia e rinforzi ma solo fusioni a caldo. 110 euro.
  • Kalenji Trail TR. La più economica considerando il prezzo di listino (49,99 euro) è un entry level nel mondo del trail ma data la tassellatura contenuta e la piattaforma comoda risulta essere una discreta ATR. Molto essenziale, e anche se ho visto corridori gareggiare per delle discrete 25k con 1000D+ e restarne convinti, l’ammortizzazione è per la maggior parte di noi adeguata al “giretto” che resta nei limiti dell’allenamento serale BTT. E’ sorprendentemente robusta e dal peso contenuto (310 gr.) ma scordatevi soluzioni piatte nella tomaia, le cuciture e le sovrapposizioni classiche in zona puntale e tallone restano. La Kalensole è un’EVA testata in lungo e in largo ma si limita a un comportamento sincero, che ammortizza in maniera ferma, senza affondare, e allo stesso tempo rilancia il minimo. Bang for the buck dicono gli americani, buon rapporto qualità prezzo diciamo qua.
  • New Balance Nitrel V3. Qui la scritta “All Terrain” è esplicita sul tallone. Sempre 292 grammi/10 once, drop 8mm, intersuola in Revlite, EVA reattiva di New Balance. Il DNA è quello della ATR veloce, quasi minimalista, perché è tra le più sottili del gruppo e utilizza una schiuma di piena derivazione performance anche se non nuova. Prezzo contenuto (75 euro di listino), è un invito a provare a uscire dal bitume da parte della casa americana. Qualche cucitura e sovrapposizione rimane (tallone, asole lacci) ma il puntale è fuso assieme alla tomaia, quindi un tocco di “classe superiore” si respira. La tassellatura è contenuta ma il grip è discreto.

E con questo abbiamo finito. Ora potete scegliere la vostra scarpa di partenza, per i primi due mesi di allenamento. Appuntamento dunque al prossimo approfondimento, dove si inizierà a fare sul serio!

Non ci vedo un tubo ?!!

by Domenico Maggi aka MIMMOZ

Quello che segue è un riassunto delle indicazioni dei trailers del BTT sul tema Luci Frontali, ho pensato di inquadrare le caratteristiche fondamentali per la scelta della luce,in maniera da rendere più semplice un confronto sommario, ovviamente l’approfondimento successivo è d’obbligo!

Petzl Actik core Petzl Reaktik Petzl NAO Black Diamond spot 325 Nitecore nu32 Led Lenser MH 6
Prezzo in euro 25-40 45-70 120-140 23-40 30-40 50-70
Peso in g (con batterie) 75 115 185 86 100 95
Lumen 450-100-6 220 illuminazio ne adattiva 750-320 illuminazio ne adattiva 325-160-6 550-190-33- 1 200-20 regolazione dal 15% al 100%
Durata 2h-8h-130h 3.5h-6h- 12h 6.5h-15h 4h-8h-200h 1h-17h-50h- 330h 5h-20h
Alimentazione 1250 mAh + alcaline, litio o ricaricabili NI-MH 1800 mAh Li-Ion 3100 mAh Li-Ion 3 AAA 1800 mAh Li-Ion 3.7 V Polimeri 3.26 Wh
Impermeabilita IP X4 IP X4 IP X4 IP X8 IP 67 IP X6

Alle frontali consigliate dai trailers BTT mi sento di consigliare una new entry della Petzl, il modello in questione è la Swift RL, maggiori dettagli sul sito:

https://www.petzl.com/IT/it/Sport/Lampade-frontali-PERFORMANCE/SWIFT-RL

Brevemente come per le altre elenco le caratteristiche:

prezzo 90-100 euro, peso 100g, 900-300-100 lumen, durata compresa tra 2h e 50h, batteria 2350 mAh, impermeabilità IP X4.

RICETTA PER UN ANNO DI BTT

“ricetta scritta a 200 mani, 200 piedi e dalle nostre 100 meravigliose scoperte”

  • Coinvolgere tutte le persone interessate
  • Metterle in un contenitore capace di aggregare, socializzare, condividere
  • Aggiungere una dose di follia QB
  • Aggiungere emozioni
  • Assicurarsi che il tutto sia includente
  • Nei mesi estivi portare a ebolizione e far raffreddare con acqua
  • Nei mesi invernali congelare scongelando con brodo caldo
  • Sfumare con ettolitri di birra
  • Ridere e piangere al traguardo
  • Assiderare durante i terzi tempi
  • Iscriversi a gare d’impulso
  • Promettersi di non farlo più
  • Rifarlo cinque minuti dopo un arrivo
  • Ritirarsi
  • Perdersi
  • Trovarsi
  • Assicurarsi che le calorie ingerite siano sempre maggiori di quelle consumate (kcal+)
  • Cercare nuovi sentieri senza ovviamente trovarli
  • Trovare nuovi sentieri senza ovviamente cercarli
  • Marciare con i tori
  • Saltare i cervi
  • Correre i cinghiali
  • Ingannare le gambe
  • Ingannare la testa
  • Ingannare gli inganni
  • Godere della natura
  • Aggiungere ingredienti a piacere
  • Lasciare amalgamare un anno… e ancora…

UN ANNO DI Bologna Trail Team

Grazie a tutte le nostre 200 mani, i nostri 200 piedi le nostre 100 meravigliose scoperte