Sintesi

Partenza venerdì 28/08/2020 alle ore 09.00 da Courmayeur (da Bologna 430 km circa 4h15).
KM 101
D+ 6.100
Tempo Max 26h 30’
Concorrenti circa 1.900
Costo pettorale 169€
Per l’iscrizione occorrono 6 punti ITRA ottenuti in massimo 2 gare corse tra il 01/08/2018 e il 31/12/2019.
Dato l’alto numero di partecipanti la partecipazione è sottoposta a sorteggio. Le preiscrizioni per il 2020 partiranno il 17/12/2019 fino al 02/02/2020.
Quelli NON sorteggiati nei 2 anni precedenti (2018 e 2019) sono iscritti direttamente saltano il sorteggio. Quelli non sorteggiati nel 2019 beneficiano di un coefficiente 2 ovvero hanno il doppio di possibilità di iscrizione. A guardare le ultime statistiche il concorrente che si iscrive la prima volta ha un 68% di possibilità di essere sorteggiato.
Si può effettuare l’iscrizione a gruppi (min 2 max 12) per avere lo stesso risultato del sorteggio sia esso positivo che negativo. L’organizzazione sostiene che l’iscrizione a gruppi non aumenta le possibilità di essere sorteggiati.


Mappa percorso

Il percorso tocca 3 stati: partenza dall’Italia… arrivo in Svizzera al 30° km ed entrata in Francia all’89°km.
CCC sta per Courmayeur (ITA) – Champex Lac (SUI) – Chamonix (FRA).


Altimetria percorso

Descrizione gara

La CCC è la parte destra del giro del MONTE BIANCO e ricalca la seconda parte della sorella maggiore UTMB (quest’ultima evita solamente la salita de la tete de la Tronche poi il percorso è lo stesso).
Può dunque rappresentare un ottimo modo per assaporare il clima UTMB risparmiandosi 70km.
Chamonix a fine agosto è un po’ il centro del mondo TRAIL e le 7 gare della kermesse rappresentano un bellissimo punto di arrivo.
Arrivano partecipanti da ogni angolo del pianeta, vedrete numerosissimi appassionati dell’estremo oriente e li riconoscerete per la loro incoscienza nelle discese e per il loro passo più affaticato in salita.
Appena ho iniziato a fare trail questa gara fu il mio primo chiodo fisso: l’anno prima (era il 2017) raccolsi i punti ITRA necessari (allora erano 4+4) con l’UTLO 58km e il CINGHIALE da 60km.
Si parte al mattino alle 9 quindi non prestissimo per quelli che dormono a Courmayeur; la notte aspetta i tapascioni nella seconda parte del percorso nel quale la fatica aumenta. Psicologicamente non il massimo ma tenete conto che lungo il percorso non sarete mai soli dato l’altissimo numero di partecipanti.
L’organizzazione è il TOP e sul percorso risulta praticamente impossibile perdersi.
I ristori sono frequenti e tutti ben forniti. Le minestre di brodo con pastina/riso (vero toccasana per quanto mi riguarda) iniziano ad essere distribuite già dai primi ristori. Non viene distribuita plastica e occorre portarsi gavetta e cucchiaio con sé.
Il meteo può essere una variabile importante per il successo e l’organizzazione ammette un materiale obbligatorio di base al quale aggiunge due possibili KIT uno denominato canicola (se previsto molto caldo) e uno denominato invernale (se al contrario previsto molto freddo). L’organizzazione vi segnalerà 1 giorno e mezzo prima del via la configurazione corretta: quindi potrebbe non esserci bisogno di nessuno dei due kit oppure di uno dei due a seconda delle previsioni. Il punto non è da sottovalutare perchè nel caso di kit aggiuntivo (soprattutto invernale) uno zaino 12l potrebbe non essere sufficiente: vi consiglio di prestare attenzione e fare prove di configurazione già 1 mese prima della gara. Io ho avuto la fortuna di non avere kit aggiuntivi: il meteo è stato bello fino all’inizio della salita del Col du Grand Ferret (26° km) poi pioggerella e umido fino all’ultima salita. La notte la temperatura era in quota sui 3-4° gradi: se ben equipaggiati un problema solo in uscita dai ristori.
Il controllo del materiale obbligatorio è ferreo: in coda alla consegna del pettorale viene stampato un elenco casuale e diverso per ciascuno che vi indica gli elementi del materiale obbligatorio da mostrare all’addetto. Se non lo avete potete andarlo a prendere e tornare a mostrarlo.
Curiosità: nel materiale consegnato vi viene dato un cartellino con il vostro nome e la bandiera della vostra nazione da fissare allo zaino e un sacchettino di plastica dove riporre la carta igienica nel caso di bisogni: il vero trailer deve avere impatto 0 sulla natura.

Logistica
L’organizzazione prevede l’utilizzo gratuito dei mezzi di trasporto durante l’intera settimana di gare mostrando il pettorale (esistono abbonamenti per gli accompagnatori che consiglio).
Con il mezzo potete spostarvi “comodamente” da Courmayeur a Chamonix (considerate che un A/R per il tunnel del Monte Bianco oggi costa 67€).
Se dunque pensate di dormire a Courmayeur tutto questo è fattibile e comodo per la partenza.
Il giorno prima potete anche andare gratuitamente a Chamonix con il bus per visitare l’expo che è composto da una serie di casettine di legno di fianco al fiume Avre.
Il pettorale è possibile prelevarlo anche direttamente a Courmayeur.

All’arrivo della gara credo che il bus Chamonix – Courmayeur inizi la ronda dalle 9.00 di mattino.
Se arrivate molto prima potete andare nel centro sportivo di Chamonix che ha una palestra con docce e brande/materassini per passare la notte o riposarsi.
Io per la mia CCC prenotai tardi e finii con un airbnb a Saint Gervais (circa 25km) pagai meno probabilmente ma la scomodità del mattino per prendere il bus delle 6 che mi portava alla partenza a Courmayeur non valeva sicuramente il risparmio.

Sintesi percorso e salite
La gara è divisibile in due parti:
la prima parte comprende le due quote più alte Tete de la Tronche (mt 2.580) e Col de Ferret (mt 2.537) e poi un gradino per arrivare a Champex
la seconda parte ha 3 salite sui 2.000mt

Si parte dal centro di Courmayeur in mezzo al paese in festa e nel giro di 1 km la strada inizia a salire dapprima su una strada asfaltata poi in mezzo ad un bosco di abeti.


Tete de la Tronche (10km D+1.300)
La prima salita è la più lunga e la più dura ma siete freschi quindi non sarà la più impegnativa. Il panorama è tipico alpino da Val d’Aosta valli ampie e montagne enormi che vi sovrastano. Quando abbandonerete il bosco e gli alberi si faranno radi, quindi sui 2.000mt, il percorso si impenna e la salita diventa “gustosa”. Io non ho avuto code tranne qualche orientale lento nel punto più critico.

Arrivati in cima la discesa non è particolarmente complicata anche se non si tratta di carraia. Il sentiero in quota vi porterà a girare a sinistra tornando indietro: non so se ve ne renderete conto ma all’arrivo al primo ristoro, il Rifugio Bertone, sarete nella terrazza sopra all’ingresso del tunnel e della partenza della funivia SKYWAY del Monte Bianco. Io ho avuto proprio l’impressione di fare un giro lunghissimo per ritrovarmi appena sopra al paese.

Col du Grand Ferret (4,3km D+750)
Ripartiti dal rifugio dedicato a Giorgio Bertone (alpinista italiano che proprio intorno al Monte Bianco fece le sue più grandi imprese) il percorso si infila su per la Val Ferret che vi porterà in Svizzera. Si tratta di un sentiero molto spesso single-track ma su e giù tutto da correre sotto la spettacolare scenografia sulla vostra sinistra del Dente del Gigante e della Grand-Jourasse. Al 22° km arriverete al secondo ristoro dedicato ad uno dei più grandi alpinisti (e non solo!) italiani..Walter Bonatti … ricordate? Quello al quale nella spedizione del K2 gli tirarono un bello scherzo o anche quel personaggio che fece sua una della più belle donne del tempo (Rossana Podestà)… un eroe dei nostri tempi in poche parole.

Rifugio Bonatti e sullo sfondo la Grand Jourasse.

Per altri 5 km potrete tirare fiato correndo più giù che su…fino al ristoro di Arnouva che avrete nello Chalet de Val Ferret…da qui parte l’ascesa al Col du Grand Ferret… un single track non particolarmente duro…ricordate che siete ancora freschi e il lungo su e giù che anticipa la salita non la fa soffrire. Io l’ho affrontato con tempo in peggioramento e ho dovuto coprirmi con il guscio; poi in cima ho messo i guanti che ho tolto solo a Chamonix.

Scollinato il Colle a circa 2.537 mt parte una bella discesa non difficile che con poche risalite vi porterà per 20 km fino al bivio della statale nel paesino di Issert: siete nel Canton Vallese vicino a Orsieres altro luogo conosciuto per la UTMB in quanto da lì parte la OCC (Orsieres – Champex – Chamonix).
La discesa dal Ferret vi permetterà di riprendere un po’ di forze anche grazie al ristoro de la Fouly dove, se amici o parenti lo hanno inviato all’organizzazione, potrete vedere il loro messaggio proiettato sul mega-schermo (viene rilevato il pettorale in entrata al ristoro e fatto lanciare il video associato).
La parte finale della discesa è corsa su grandi prati verdi accompagnati da qualche gruppo di case rustiche… incontrerete bambini che vi danno il 5… e mucche svizzere o quel che lasciano…ricordo ancora con meraviglia i paesini di Praz de Fort e di Les Arlaches poche case ma tutte in bello stile montanaro.

Champex-Lac (4,5km D+400)
A Issert si prende un pezzo della strada che porta a Orsieres, neppure 1 km poi ci si infila per un sentiero a sinistra da dove inizia il gradino per arrivare a Champex. La salita è tutta sotto ad un bosco, semplice; l’ho fatta all’imbrunire e ricordo molto buio e voglia di arrivare al ristoro di metà percorso.
Il ristoro ti coglie di sorpresa alla fine del bosco non ti rendi conto del lago.

Qui io mi son preso una bella pausa almeno di 40’ con minestra in brodo e pastina e tè ustionante caricato anche in una borraccia al petto per aver un po’ di teporino. Nel ristoro c’è anche un angolo con segatura a terra per sdraiarsi e fare un pisolino.

La Bovine (Giete sulla mappa) (5,8km D+710)
In uscita dal ristoro si fa un pezzo corribile in piano di circa 5,5 km, la prima parte lungo lago poi in una carraia ghiaiosa che finisce in un bosco.
La salita del col de la Bovine si fa sentire io sono arrivato su verso le 23 e la temperatura era sui 5° con un po’ di vento. Durante la salita guaderete diversi corsi d’acqua e qui l’attenzione è d’obbligo per tenere i piedi un poco asciutti evitando le vesciche: mentre c’ero io spiovigginava 🙁
Dopo neppure un km dal raggiungimento della vetta si passa dentro ad una malga in legno (la malga Bovine) dove si può riparare e mangiare.
Usciti dalla malga mi sono rituffato nel buio e ho iniziato la vera discesa verso Trient. Non è una discesa complicata; nella parte finale è un susseguirsi di tornanti nel bosco con anche superamento della strada. L’ultimo ristoro svizzero di Trient lo si raggiunge al 72°km: è dentro un villaggio che dovrete percorrere sia in ingresso che in uscita.

La Catogne (5,6km D+780)
Ristoratevi bene a Trient perchè la salita della Catogne non è per nulla facile. Usciti dal ristoro attraverserete sul piano la località di Peuty e poi vi getterete verso una salita carogna tanto per scimmiottare il nome della cima. Sono una serie di zig-zag che si faranno sentire sulle vostre gambine; il giochino qui è non fermarsi ai tornanti ma continuare piano a salire senza mollare.
Per me c’era molto umido e aveva smesso di piovere ma guardate qua sotto quella salita nell’edizione del 2012:

La cima non è a picco nel senso che la parte dura è fino a Les Tseppes (anche inutile che vi dica il nome intanto non lo vedrete) poi va in cresta continuando a salire ma con meno intensità.
La discesa non me la ricordo particolarmente complicata…anzi…un digradare dolce; lascerete la Svizzera per la Francia e sentirete profumo di Chamonix a Vallorcine dove c’è l’ultimo ristoro solido.

La Tete aux Vents (7,5km D+840)
Nell’edizione da me corsa (la 2018) non abbiamo fatto La Tete aux Vents perchè il sentiero era chiuso a seguito di un incidente mortale occorso qualche giorno prima della partenza. Non so dunque riportarvi le impressioni personali su quanto vi attende.
Il percorso da me fatto prevedeva 2 salite anzichè una: la prima corta e semplice ma con una discesa terribile tra radici e sassi che ho percorso più lento che in salita; la seconda regolare all’inizio e dura nella parte finale de La Flegere che è poi la stessa che si fa scendendo dalla Tete aux vents.

Sul percorso originale vi posso solo dire che in molti dicono che la gara non è finita a Vallorcine e che l’ultima salita è tosta.
Il ristoro in cima alla pista da sci de La Flegere sarà la fine della salita.
A quel punto una bellissima discesa prima per una pista da sci e poi per un single track in mezzo al bosco vi porterà a Chamonix.
Il bello della CCC (come anche della UTMB e della OCC) è il fatto di non avere piattone finale noioso. Si entra di fatto direttamente a Chamonix poche centinaia di metri e ti ritrovi a fianco del fiume Arve che lambisce l’expo e ti accompagna in centro dove in poco sei sotto l’arco dell’arrivo.

A meno che tu non sia un “fenomeno” a Chamonix ci arrivi di mattina. Io ho chiuso in 23h e alle 8.00 a Chamonix c’era veramente poca gente.

La CCC in questo non regala grandi arrivi festosi a noi tapascioni.

In sintesi una gara che mi sento di consigliare… non è l’UMTB ma permette di assaporarne l’odore… non è l’OCC perchè sicuramente più tosta nelle 2 salite iniziali… non è la TDS…ma non fatemi parlare di quest’ultima perchè la lingua vi batte ancora … fortemente.

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